Disturbi alimentari: riconoscerli per evitarli

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono un gruppo di condizioni caratterizzate da un rapporto malsano con il cibo.

Qualsiasi modello eziopatogenetico si voglia adottare nell’approccio ai DCA, aspetti socioculturali, biologici, individuali, familiari e intrapsichici vi appaiono determinanti e si compenetrano tra di loro. La complessità eziopatogenetica dei DCA è legata al fatto che queste patologie originano dall’interazione di molteplici fattori (vedi qui sotto); ciascuno di questi assume, in un particolare individuo, un peso differente nel determinismo della malattia, in relazione alla sua età, alle fasi della sua vita, ed alla sua peculiare personalità.

Per meglio comprendere la dimensione del problema DCA nelle tabelle successive sono riportati dati epidemiologici relativi ai DCA, in Europa e in Italia:

I disturbi del comportamento alimentare quali sono:

L’anoressia: inizia con un forte dimagrimento, spesso a seguito di diete, poi subentra il desiderio di continuare perché si è sempre insoddisfatti del peso e della forma fisica. Mangiare poco-“niente” diviene presto l’obiettivo principale. L’attenzione costante alla dieta e al corpo riduce il desiderio di socializzazione.

La bulimia: riguarda la difficoltà a gestire le abbuffate, accompagnate da senso di colpa e forti sentimenti di sconfitta personale, ansia e perdita dell’autostima, a cui seguono diversi tentativi di compensare gli incrementi di peso.

L’obesità: comporta un eccessivo incremento di peso accompagnato da una sensazione d’inadeguatezza rispetto al modello di corpo magro proposto dai mass media con conseguenze sull’autostima e sui rapporti sociali.

L’alimentazione incontrollata: la persona ha abbuffate fuori controllo con tutte le sensazioni di disagio ansia e diminuzione dell’autostima presenti nella bulimia, ma non compensa con altre attività compensative l’incremento di peso.